"Quando le porte della percezione sono spalancate,le cose appaiono come veramente sono: infinite."(William Blake)

domenica 7 febbraio 2016

I tre giorni del Conte

Ci sono periodi della vita che ti impongono di vivere alla giornata. E' il mio credo da un bel po' di anni e non entro nel merito perché potrei scrivere un tomo di 1000 pagine e oltre. Tutto questo per dire che, a causa di varie vicissitudini, la mia attività in MTB si è concentrata in tre giorni consecutivi.

Giovedì sera, giretto serale in Contea con Dimi, l'Orlando e Suor Germana. Circuito corto, ma nervoso con: Piccolo Stelvio, Maroni, discesa verso Forni, salita a Romagnano, Colombare, Vajo Paradiso, Costa e...Olmo. Prosecchino e poi tutti a casa felici e contenti.

Venerdì sera, Carnevalenduro Night: insieme a Leso, Vice, Orlando e Matteo, siamo saliti alla Capitale dell'Enduro e ci siamo aggregati al folto gruppo che si è fatto ammaliare dal richiamo delle PS di notte. Evento organizzato magistralmente, come al solito, dagli amici TDM con tanto di ristoro intermedio a Arzaré - bisogna fare un monumento a Nadia!!! -, a base di galani, the, caffè e cioccolata calda, e cena finale con una valanga di gnocchi, pane, formaggio e salame, birra a fiumi, e torta dedicata e buonissima, fatta da Nadia...no digo altro!!!

Ops, non è vero, devo ancora raccontare del giro al chiaro di lumen con tre PS fantastiche:  Zambe, Cavraroi, Castelleto o, per i più arditi, Zack Line e Pernisa.
Affrontare questi sentieri tecnici è stato bellissimo ed esaltante. Il terreno era praticamente perfetto, solo qualche piccolo accenno di slimego che non ha messo in difficoltà nessuno. 
Sabato mattina: neanche il tempo di riprendersi dalle emozioni della notturna di qualche ora prima e, insieme a Suor Germana, ci siamo sparati un bel giro lungo "Contea/Boscochiesanuova". Per arrivare da Valbusa, non ci siamo risparmiati nulla: Piccolo Stelvio, Gualiva, Capitello di San Vincenzo, Pesa di Romagnano, Camponi, Erbin, Santa Viola, la Busa di Contrada Lavello, single track che dalla chiesa di Cerro porta alla Contrada Gonzoni, Contrada Regno, Corbiolo, Italiani, Valbusa. Alle 11.00 eravamo seduti al bar per la "pausa brioche".
 

Per il rientro avevamo optato per scendere dai Mericani ed altre PS, ma ho stallonato all'anteriore. Dopo qualche minuto, sono riuscito a ripristinare una pressione sufficiente per pedalare e, seppur a malincuore, siamo scesi a Cerro per bitume. Pit-stop al distributore, dove con l'ausilio del compressore, ho gonfiato per bene la gomma. La poca voglia di mettere la camera d'aria ed il timore che si sgonfiasse ancora, ci hanno consigliato di scendere per bitume fino a Rosaro e poi per lo sterrato della Cana. Siamo arrivati all'Olmo in tempo utile per un paio di prosecchini e per renderci conto che, comunque, era stata una bella uscita e che ci ha soddisfatti pienamente.

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